“Tutto è perduto”: un film da vedere sulla sopravvivenza e sul naufragio

Ecco un altro titolo appartenente sempre al genere cinematografico dei film drammatici, un’interessante ambientazione (oceano indiano) quasi una storia come quella di robinson crusoe solo in chiave moderna e ovviamente con una trama abbastanza diversa. Pur essendo un film da vedere del genere drammatico c’è da dire che può essere un’avventura interessante da gustare comodamente seduti in poltrona o al cinema.

Titolo del film in italiano: “Tutto è perduto”

Titolo originale: All is lost.
Genere: Drammatico.
Regia: J.C. Chandor.
Sceneggiatura: J.C. Chandor.
Paese e anno di produzione: USA 2013.
Trama: Mentre sta navigando sull’Oceano Indiano, un uomo e la sua imbarcazione vengono speronati da un container alla deriva. L’uomo non si perde d’animo, ripara la falla, libera l’imbarcazione dall’acqua e riprende la navigazione. Ma questo è solo uno degli imprevisti che attendono la sua navigazione. Dopo il container è la volta della tempesta: grosse nuvole nere temporalesche si ergono dall’orizzonte. L’uomo previdente, si prepara alla tempesta che però ha la meglio su di lui e lo getta in acqua rovesciando la barca. L’uomo non si perde d’animo, aggrappato ad un natante cerca di tenersi a galla e sopravvivere alla tempesta. Ferito, esausto e fradicio l’uomo attende che la tempesta si plachi. Il giorno dopo spunta il sole e l’uomo cerca di recuperare quello che può fra oggetti e cibo mentre la sua barca lentamente affonda. Ma l’uomo ancora non si arrende con un sestante ed una mappa nautica cerca di calcolare la sua posizione e di farsi notare dalle navi mercantili che lo incrociano senza successo. L’uomo non demorde, provvisto di coraggio affronta tutto ma riuscirà a salvarsi?

Cast: Robert Redford.
Casa di produzione: Before The Door Pictures, Washington Square Films, Black Bear Pictures.
Durata: 106 min.
Data di uscita al cinema: giovedì 6 febbraio 2014.

Into Darkness – Star Trek: un film da vedere di fantascienza

Ritornano le avventure spaziali di Star Trek, la saga intramontabile che ha da sempre appassionato stuoli di fan. Siamo dunque entrati nella nuova era di Star Trek che J.J. Abrams ha inaugurato nel 2009 con la produzione di Alex Kurtzman, Roberto Orci e Damon Lindelof.

In questo nuovo capitolo, Into Darkness – Star Trek, il capitano James T. Kirk si lancia in soccorso di una civiltà primitiva che rischiava di estinguersi, violando la prima direttiva della flotta stellare. Kirk viene dunque espulso dal comando dell’Enterprise e separato dal suo primo ufficiale Spock proprio mentre un terrorista,  John Harrison, mette una bomba sotto l’archivio della flotta uccidendo molti ufficiali. Kirk si ribella e decide d’inseguire Harrison arrivando su Qo’noS, il mondo natale dei Klingon. Qui Kirk scopre chi è davvero Harrison: un superuomo geneticamente modificato. Scopre inoltre che non è l’unico è che 72 si trovano, congelati, a bordo dell’Enterprise e che tutto ciò è opera di un suo superiore. L’obiettivo? Scatenare una guerra contro i Klingon. Kirk e Khan, ovvero Harrison, cercano di fermare gli eventi che si sono messi in moto, anche se per motivazioni diverse e fra quelle di Khan c’è la vendetta. Non solo, visto che una volta avuta la sua vendetta prende in ostaggio Kirk, Spock propone uno scambio ma Khan non ha nessuna intenzione di rispettare gli accordi. Lo sviluppo degli eventi potrebbe richiedere il sacrificio di Kirk ma sarà davvero la fine?

In questo nuovo film vediamo sotto una nuova luce il legame fra Kirk e Spock che riescono a collaborare in armonia ma ancora non si accettano pienamente il che pregiudica la loro amicizia; entrambi sono molto presi dalle proprie situazioni individuali: Spock non si è ancora ripreso dal trauma della scomparsa del suo pianeta e Kirk deve fare i conti con la responsabilità che deriva dal suo nuovo incarico che comporta delle regole che, fra l’altro, non è disposto a seguire quando si tratta di seguire i suoi principi ed i suoi ideali.

Il filo conduttore del film non è però esclusivamente dato dal legame fra i due protagonisti ma anche dallo spauracchio della guerra, tema che possiamo ben comprendere visto le situazioni che ci attorniano nel mondo.

Abrams con questo secondo capitolo, Into Darkness – Star Trek, si riconferma un ottimo regista in grado di sostenere l’eredità di Spielberg e di produrre un buon film che si annuncia da solo, che crea aspettativa (business perchè no), che riesce a soddisfare i fan della saga di Star Trek, impresa non da poco dopo tutti questi anni, ed a catturarne di nuovi. L’innovazione di Abrams? Si sta in qualche modo, gradualmente, staccando dai precedenti Star Trek senza darlo a vedere mutando la classica opera di guerriglia nello spazio in un’opera epica che ammicca anche all’humour oltre che all’azione.

Narrazione buona e solida con tendenza umoristica, ok forse un po’ troppo esagerata in alcuni punti in cui la recitazione è un po’ esasperata; visivamente superbo, con effetti scenici convincenti; nel complesso un ottimo film.