Il grande Gatsby: un film da vedere sulla società degli anni ruggenti

Stavolta si parla di un altro film da vedere, la cui trama proviene da un famoso romanzo americano, direttamente dalla penna di F. Scott Fitzgerald.

Non sono mai stata una di quelle persone che dopo aver letto il libro non guardano il film che ne è stato tratto, viceversa non leggono il libro dopo aver visto il film. Io sono per leggere il libro e vedere il film perchè m’interessano i diversi punti di vista con cui, un’opera può essere interpretata. Non ho aspettative né verso l’uno né verso l’altro di modo da non restare poi delusa. Credo fra l’altro che leggere il libro, a cui si è ispirato il film, sia un buon metro di giudizio per valutare l’opera, è pur sempre un punto di riferimento. È il caso dunque del film Il grande Gatsby che ha cercato di riprodurre il più fedelmente possibile il romanzo tuttavia fallendo in alcuni punti.

Venni a conoscenza del libro leggendone un altro dal titolo “Per puro caso” in cui la protagonista non trovando niente di veramente interessante decideva di prendere un classico: Il grande Gatsby di F. Scott Fitzgerald. Nel film la storia si svolge a Long Island, nel West Egg, ed il protagonista è per l’appunto Nick Carraway, un giovane agente di borsa con un brillante futuro davanti a sé Nick si è trasferito in quartiere borghese prendendo in affitto un appartamento modesto (non si fanno molti riferimenti della sua vita privata a differenza del libro, a parte il diario che invece è del tutto assente nell’opera di Fitzgerald). Fra i suoi vicini c’è  Jay Gatsby un gentiluomo miliardario che da delle lussuose feste affatto esclusive. Un giorno Nick riceve un invito ad una delle feste di Gatsby. Pian piano cominciano ad emergere delle verità sull’amicizia che Jay nutre nei confronti di Nick: è in realtà innamorato della cugina di quest’ultimo, ovvero Daisy, che vive dall’altra parte della baia, a East Egg con cui non ha più contatti da cinque anni e che nel mentre si è pure risposata. Jay quindi vuole arrivare a Daisy tramite Nick ma il percorso non è affatto semplice e cominciano ad emergere i segreti di cui è costellata la vita di Jay. Questi segreti tenuti a lungo sepolti rischiano di essere la sciagura per la fortuna di Gatsby.

Chiaramente non vi dirò come va a finire ma è da rilevare che nonostante lo svolgimento lento, graduale e sistematico del film nel finale si perde tutto; il regista in questa parte sintetizza al massimo i fatti come se all’improvviso avesse una gran fretta di chiudere il film. Eppure direi che il finale è la parte saliente del film, specie in questo caso!

Comunque, un aggettivo per definire questo film? Ridondante. Nonché eccessivo, dovrebbe mostrare una parvenza di profondità invece ne vien fuori una trasposizione noiosa del romanzo, lenta e prolissa. E fra l’altro non si comprende bene la necessità di svolgere il tutto in flashback, dettaglio che definirei insensato.

Bene Leonardo DiCaprio, che si è adattato come pochi al personaggio del carismatico miliardario (ne sa qualcosa lui, con le sue feste piene di modelle) e Carey Mulligan nella parte di Daisy, ottima la complicità fra i due. Tobey Maguire sciatto, un di più, una sorta di filtro narrativo che funge più da cornice alla storia che da narratore. Decisamente non ci siamo. Se ve lo consiglio? Sì se vi piace Di Caprio e se non avete voglia di leggere il libro. Ma voi l’avete visto? Avete preferito il libro o il film?