La mostra collettiva “Doppio Spazio: Acqua e aria” – evento Saranda – Alabania

Un’ampia collezione di ritratti, paesaggi, vedute urbane, illustrazioni: sono questi gli ingredienti principali della presente mostra collettiva, realizzata con il contributo dell’Ambasciata d’Italia a Tirana e del Comune di Saranda.

L’evento offre la possibilità di approfondire alcune delle tematiche affrontate dai partecipanti, consentendo di intraprendere un proficuo viaggio tra mare a terra con cui nutrire il nostro immaginario artistico. La scansione delle opere degli artisti selezionati propone la loro rilettura in una collocazione temporale diversa rispetto al momento storico in cui sono state realizzate, in un contesto culturale ibrido tra il pubblico albanese, i turisti e le minoranze locali, travalicando le frontiere fisiche e mentali.

“Doppio spazio” fa riferimento a quella dimensione spazio-temporale in cui si realizza uno scambio che permette l’accoglienza e l’apertura verso altri stimoli culturali, la curiosità e il bisogno di conoscenza di nuovi mondi. L’arte è un linguaggio che non abbisogna di interpreti per trasmettere il proprio messaggio. Il lembo di mare che divide l’Italia e l’Albania può essere visto come una sostanza generatrice di legami, invece di una divisione. Spesso questo legame, “legame azzurro” come qualcuno l’ha chiamato, è servito da mezzo di scambio tra le due sponde dell’Adriatico. Attraverso il concetto che sta alla base della mostra il pubblico è invitato a riflettere sull’utilità di questo percorso non soltanto dal punto di vista degli scambi turistici e dei traffici commerciali. L’accento è posto sugli scambi nel campo artistico, come sugli esiti del processo di reciproca contaminazione derivante dall’incontro tra due sistemi culturali. Si prospetta così una dimensione che conduce alla creazione di nuovi spazi di dialogo tra paesi vicini, che da terre di confine diventano luoghi di incontro e di affermazione di identità plurime.

I nuovi sviluppi in Albania portano inevitabilmente il nostro pensiero verso l’Italia. Partendo da una breve analisi delle condizioni storiche che hanno favorito gli scambi culturali tra i due Paesi, la mostra si sofferma su alcuni aspetti esaminando in particolare l’esperienza di una generazione di artisti albanesi del dopoguerra per i quali l’Italia restò un punto di riferimento importante per il loro percorso artistico negli anni del isolamento internazionale.

A questo filone appartiene Dhimiter Theodhori (1946-2013), la cui opera è ritenuta significativa per esplicitare le aspirazioni di quegli artisti albanesi che il regime totalitario non riuscì a piegare del tutto alle sue nefaste logiche politico ideologiche e propagandistiche.

Personaggio poliedrico, la cui ricerca artistica si dispiega in una molteplicità di generi come la pittura e il disegno a matita su carta con cui realizza splendidi lavori quali ritratti e schizzi di personaggi cinematografici, Theodhori può essere ragionevolmente considerato il primo stilista albanese. Non dimentichiamo che nel clima di totale chiusura operata dal regime comunista, l’unico sistema per visionare e riprodurre modelli di vestiti, rimase quello dei costumi creati dall’artista per gli attori del grande schermo. Grazie alla sua genialità, il linguaggio del costume cinematografico sbocciò fino a prosperare oltre ai confini artistici fino ad allora conosciuti. Sebbene i suoi dipinti siano stati concepiti ed eseguiti durante il regime totalitario, essi conservano i tratti di una pittura d’avanguardia, dinamica, libera dal dogmatismo ideologico del periodo nel quale furono realizzati. Vi si trova l’eleganza e l’abile silhouette del fauvista Henri Matisse, il dinamismo e il movimento delle forme nello spazio del futurismo di Umberto Boccioni, la forma delle linee taglienti e la freddezza cubista di Fernand Leger, le composizioni statiche e mistiche dei ritratti dal collo lungo di Amedeo Modigliani come le composizioni tipiche del Realismo socialista di stampo russo con al centro la tematica del lavoro, a lui contemporanee.
Nel contesto in cui furono realizzate, le sue opere presentano inoltre un particolare interesse sotto il profilo antropologico. Attraverso i dipinti, i disegni e i costumi l’artista crea e sviluppa una nuova fenomenologia nelle arti visive albanesi, giungendo ad unire l’arte ideologizzata dell’est con la poetica della libertà artistica, il contenuto folcloristico della cultura autoctona con la prorompente modernità di quella europea.

“La moda è arte, la moda è cinema” e fu la sua arte che egli mise a disposizione del cinema creando uno stile unico, leggero e raffinato. L’Italia, il paese dove l’arte, il cinema, e la moda in quell’epoca fiorivano, rimase un mondo cosi vicino quanto lontano per Theodhori. Messi a confronto con le opere di alcuni artisti a lui contemporanei, si comprende infatti che il Belpaese restava la rappresentante più prossima di quell’Occidente a cui non tanto per formazione quanto per aspirazione e sensibilità sentiva di appartenere.

Le relazioni tra l’Italia e l’Albania poggiano su solidi presupposti storici, culturali ed economici. Oltre a dispiegare i suo potenziale estetico, l’Arte può contribuire a rafforzare tale processo, agendo da potente strumento di sensibilizzazione, in grado di trasformare in ponti di conoscenza e di confronto quello spazio tra terra e mare che divide – o unisce – i due Paesi.

​​Hapësirë e dyfishtë: Ujë dhe ajër / Doppio Spazio: Acqua e aria / ​Double Space: Water and Air

GALERI​A ART​ -​ SARANDA

20 AGOSTO – 2​5​ SETTEMBRE 2017

A​RTISTI

​S​tefano Albanese /
​Amedeo Cattelan​ / ​ ​
M​anuele ​C​erutti​ ​​/ ​Bernard Damiano / ​
​Gaia Fugazza ​/ ​Marco Fantini ​/​ ​Simone Pellegrini ​​/ ​Anna Madia ​/ ​Gino Pezzato​ /​ ​Gian Marco Montesano ​ / ​Giorgio Flis ​/ Gilda Mautone ​/​​ ​Gigi Spec​c​hia ​/ ​Marco Sportiello ​/ ​ ​​Gianluca De Pasquale​ / Dhimiter Theodhori

Con il sostegno di
Ambasciata d’Italia​ a Tirana, Comune di Saranda

Presentazione mostra 4 settembre​, ​
ore 18​, alla presenza di S.E Alberto Cutillo, Ambasciatore d’Italia in Albania​ e del sindaco di Saranda​.​

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