Recensione libro “Tutto il cielo è splendente”: poesie con testo inglese a fronte

TUTTO IL CIELO È SPLENDENTE

Poesie con testo inglese a fronte

Christina Rossetti, Bastogi, 2016, traduzione di Franca Maria Ferraris, illustrazioni di Maria

Teresa Di Tanna, pagg. 188, euro 12,00

Questa raccolta di poesie riesce a portare la mente del lettore in un mondo astratto, ma contemporaneamente reale. L’autrice Christina Rossetti prende in considerazione diversi argomenti: natura e vita, amore e morte. Ma in particolare mi ha emozionata una sezione denominata “Tra due mondi”, nella quale avviene un dialogo sul quale bisogna riflettere a lungo per comprenderne il significato profondo.

Una caratteristica fondamentale dell’opera é la presenza del testo in lingua originale accanto a quello tradotto. Una raccolta di poesie non è sempre semplice da leggere, ma bisognerebbe trovare un momento da dedicare a questo libro ogni giorno: esso porta a riflessioni e riesce a far “scavare” il lettore nei propri sentimenti.

Lo consiglio vivamente a chiunque desiderasse capire un po’ meglio se stesso attraverso la poesia.

Recensione di Alessandra Alzarello, alunna del Liceo Scientifico “Grassi” di Savona

Frasi – Aforismi di Dario Fo

Dario Fo a Roma
Dario Fo
Dario Fo

Di seguito riportiamo delle celebri frasi e aforismi del grande artista e maestro di vita e di teatro Dario Fo.

  • Dato che esistono oratori balbuzienti, umoristi tristi, parrucchieri calvi, potrebbero anche esistere politici onesti.
    La vita è una meravigliosa occasione fugace da acciuffare al volo tuffandosi dentro in allegra libertà.
  • Fermare la diffusione del sapere è uno strumento di controllo per il potere perché conoscere è saper leggere, interpretare, verificare di persona e non fidarsi di quello che ti dicono. La conoscenza ti fa dubitare. Soprattutto del potere. Di ogni potere.
    Il riso è sacro. Quando un bambino fa la prima risata è una festa.
  • La satira è un’espressione che è nata in conseguenza di pressioni, di dolore, di prevaricazione, cioè è un momento di rifiuto di certe regole, di certi atteggiamenti: liberatorio in quanto distrugge la possibilità di certi canoni che intruppano la gente.
  • In tutta la mia vita non ho mai scritto niente per divertire e basta. Ho sempre cercato di mettere dentro i miei testi quella crepa capace di mandare in crisi le certezze, di mettere in forse le opinioni, di suscitare indignazione, di aprire un po’ le teste. Tutto il resto, la bellezza per la bellezza, non mi interessa.
  • Il “Mistero Buffo” racconta proprio come il popolo è stato derubato, defraudato da secoli della propria cultura, non solo il padrone se l’è fatta propria e l’ha camuffata e la impone di nuovo scorrettamente al popolo.
    La satira è un aspetto libero, assoluto, del teatro. Cioè quando si sente dire, per esempio, “è meglio mettere delle regole, delle forme limitative a certe battute, a certe situazioni”, allora mi ricordo una battuta di un grandissimo uomo di teatro il quale diceva: “Prima regola: nella satira non ci sono regole”. E questo penso sia fondamentale.
    Io repubblichino? Non l’ho mai negato. Sono nato nel ’26. Nel ’43 avevo 17 anni. Fin a quando ho potuto ho fatto il renitente. Poi è arrivato il bando di morte. O mi presentavo o fuggivo in Svizzera.