Louis e Auguste Lumière e la nascita del cinema: curiosità interessanti

La nascita del cinema non è il frutto di una singola invenzione, ma il risultato di un lungo percorso strettamente legato allo sviluppo tecnico-scientiiîco e ai mutamenti sociali e culturali che caratterizzano il XIX secolo.

Il cinema -come il telefono e l’automobile «è nato alla fine dell’Ottocento: a partire dalla nascita della fotografia si giunge gradualmente all’irwenzione di apparecchi che permettono la ripresa e la proiezione di immagini fotografiche in movimento. Un fenomeno internazionale in cui decine di sperimentatori, tecnici, inventori contribuiscono alla creazione di un mezzo destinato a influire profondamente sulla società, la cultura; l’immaginario e sulle altre arti. La possibiiità di riprodurre la realtà si rivela una meravigliosa invenzione, che desta immediatamente molto interesse, e non» soltanto per le potenzialità di sfruttamento commerciale Il cinema darà origine infatti a una grande industria ma anche al linguaggio artistico e alla forma di spettacolo più significativa del Novecento.

Nel Dicembre del 1895, a Parigi, hanno inizio le proiezioni pubbliche a pagamento di alcuni brevi iîlm dei fratelli Louis e Auguste Lumière: una data simbolica, alla quale si attribuisce convenzionalmente la nascita dello spettacolo cinematograiico. Il programma è costituito da una decina di pellicole della durata di poco più di un minuto. Fatti di attualità, scene famigliari, piccoli sketch comici che ottengono un inaspettato successo. I Lumière avevano brevettato il cme’matogmphe (un dispositivo che sintetizzava molte delle precedenti invenzioni), grazie al quale era possibile riprodurre fedelmente e senza artifici momenti della vita, con una straordinaria impressione di realtà (nonostante l’assenza di suono e di colore). Il pubblico può vedersi riflesso e, allo stesso tempo, percepire una realtà in qualche modo “accentuata”, poiché la scelta della posizione della macchina da presa ne determina una precisa rappresentazione. Celebre è il caso del film L’arrivo di un treno alla stazione: una sola inquadratura fissa in cui, grazie all’angolazione di ripresa, il treno sembra avanzare minacciosamente. La leggenda vuole che alcuni spettatori siano fuggiti dalla sala, temendo che il treno potesse travolgerli.

L’altro padre del cinema è Georges Méliès, uomo di teatro, prestigiatore e illusionista. Il suo approccio al nuovo mezzo è per certi aspetti opposto a quello dei Lumière. I suoi film, tra cui il celebre Viaggio sulla luna, esplorano le possibilità del cinema in termini di invenzione e di creazione di uno spettacolo di iînzione. La macchina da presa non riproduce la realtà, ma un mondo fantastico costruito sapientemente nel teatro di posa… Méliès intuisce che il suo bagaglio di trucchi e di magie può trovare nel cinema nuove possibilità di sviluppo. Questo film si presenta come un racconto per immagini, strutturato per quadri, dove il lavoro di costruzione scenografica è minuzioso, i costumi sono ricchi e bizzarri, come nella scena iniziale in cui gli scienziati si apprestano a osservare la luna coni loro telescopi.

I trucchi di Méliès, come quello dell’arrivo della navicella sulla luna, sono geniali e ironiche invenzioni di grande presa sul pubblico.

I film di Lumière e Méliès hanno, dal punto di vista del linguaggio, caratteristiche comuni: sono realizzati con un’inquadratura fissa e frontale, dove sono presenti tutti i personaggi dell’azione, non ci sono movimenti di macchina, né effetti di montaggio, ma solo (nel caso di Méliès) passaggi da una scena all’altra. A Edwin Stratton Porter, e al suo film “La grande rapina al treno” si attribuisce il merito di aver strutturato in maniera più articolata la narrazione cinematografica. In questo, che è trai primi western della storia del cinema, la macchina segue in parte i movimenti dei personaggi, e si fa un uso del dettaglio e dei piani ravvicinati degli attori. Il fotogramma in cui il bandito spara frontalmente è uno dei primi casi in cui la distanza tra l’attore e la macchina da presa viene drasticamente ridotta: per gli spettatori, abituati a vedere gli attori sullo schermo come li vedevano a teatro, ovvero a iigura intera, questo poteva rappresentare uno shock.