Il blues del Boogie-woogie e la musica delle bande di strada negli anni 30′ e 40′

Il Boogie-woogie fu un altro stile mmusicale importante degli anni ’30 e degli anni ’40 e nella storia del blues urbano; mentre lo stile è spesso associato al piano solista, il boogie-woogie è stato utilizzato anche per accompagnare cantanti e, come parte solista, in bande e piccole combinazioni di stili e artisti.
Lo stile di musica blues Boogie-Woogie è caratterizzato da una figura di bassi regolari, un ostinato o un riff e spostamenti di livello nella mano sinistra, elaborando ogni corda e trilli e decorazioni nella mano destra.
Lo stile musicale del Boogie-woogie è stato il pioniere del Chicago-based Jimmy Yancey e del Boogie-Woogie Trio (Albert Ammons, Pete Johnson e Meade Lux Lewis); gli artisti che suonavano il boogie-woogie a Chicago sono stati nomi come Clarence “Pine Top” Smith e Earl Hines, che “hanno collegato i ritmi propulsivi di sinistra dei pianisti di ragtime con figure melodiche simili a quelle della tromba di Armstrong. Lo stile liscio della Louisiana del professor Longhair invece mescola il ritmo classico ed il blues con gli stili blues.

Un altro sviluppo in questo periodo contemporaneo alla musica del blues Boogie-Woogie è stato il blues creato dalle “bande del territorio” che operavano a Kansas City, come l’orchestra di Bennie Moten, Jay McShann e l’Orchestra di Count Basie dove gli artisti si concentrarono attentamente anche sul blues, mettendo su canzoni come “Going to Chicago” e “Sent for You Yesterday”. Una nota canzone derivante da una grande banda blues dello stesso periodo è “In the Mood” di Glenn Miller; negli anni ’40 lo stile blues si sviluppò ancora una volta grazie all’onda del boogie woogie ed è stato fortemente influenzato dalla musica delle bande blues di strada, introducendo l’uso del sassofono o di altri strumenti in ottone come la chitarra nella sezione ritmica creando un suono jazzy, in tempo reale col vocal declamatory. Con il Jump blues di Louis Jordan e di Big Joe Turner, con sede a Kansas City, Missouri, fu possibile influenzare lo sviluppo di stili successivi come il rock and roll ed il ritmo tipico del blues.

La musica classica contemporanea ed i suoi esponenti principali

La musica classica contemporanea: una storia intrigante che inizia dopo la prima guerra mondiale e arriva sino a oggi.

All’inizio del XX secolo i compositori della musica classica sperimentavano una lingua sempre più dissonante, che talvolta produsse pezzi atonici. Dopo la prima guerra mondiale, come contrappunto a ciò che vedevano come i gesti sempre più esagerati e la formlessità del tardo romanticismo, alcuni compositori hanno adottato uno stile neoclassico che ha cercato di riconquistare le forme equilibrate ei processi tematici chiaramente percettibili di stili precedenti (Anche la nuova obiettività e il realismo sociale). Dopo la Seconda Guerra Mondiale, i compositori modernisti cercavano di ottenere maggiori livelli di controllo nel loro processo di composizione (ad esempio, mediante l’uso della tecnica a dodici toni e successivamente del serialismo totale). Contemporaneamente, i compositori sperimentavano anche mezzi di abdicazione del controllo, esplorando indeterminate o processi aleatorici in gradi più piccoli o più grandi. I progressi tecnologici hanno portato alla nascita della musica elettronica e la sperimentazione con i nastri a nastro e le texture ripetitive hanno contribuito all’avvento del minimalismo.
Ancora altri compositori hanno iniziato a esplorare il potenziale teatrale della performance musicale (performance art, mixed media, fluxus).

In una certa misura, le tradizioni europee e statunitensi si sono unite in senso musicale dopo la seconda guerra mondiale. Tra i più influenti compositori europei furono Pierre Boulez, Luigi Nono e Karlheinz Stockhausen. Il primo e l’ultimo erano entrambi allievi di Olivier Messiaen. Una importante filosofia estetica così come un gruppo di tecniche compositive in questo momento era il serialismo (chiamato anche “musica ordinata”, “musica totale” o “ordinamento totale dei toni”), che ha preso come punto di partenza le composizioni di Arnold Schoenberg e Anton Webern (ma si oppone alla musica tradizionale a dodici toni). Alcuni compositori più tradizionalmente stabili come Dmitri Shostakovich e Benjamin Britten hanno mantenuto uno stile musicale tonale di composizione nonostante il movimento prominente del serialismo.

In America i compositori come Milton Babbitt, John Cage, Elliott Carter, Henry Cowell, Philip Glass, Steve Reich, George Rochberg e Roger Sessions hanno formato le proprie idee con grande fervore. Alcuni di questi compositori (Cage, Cowell, Glass, Reich) rappresentavano una nuova metodologia di musica sperimentale che cominciava a mettere in discussione le nozioni fondamentali della musica come la notazione, la performance, la durata e la ripetizione.